News Moretti&Vitali

LETTERATURA E PSICOANALISI
Ciclo di incontri 2022-2023

Il ciclo sarà condotto in forma di dialogo da psicologi analitici che sono pure scrittori e saggisti. La serie curata da Moretti&Vitali editori (ideazione e consulenza scientifica di Carla Stroppa), è dedicata a libri d’autore significativi in una prospettiva psicoanalitica junghiana.
Col contributo della Fondazione Emilia Bosis, che si occupa di disagio mentale, ogni incontro sarà condotto da Giulia Benetti, referente culturale della Fondazione, con Francesco Bollorino, co-autore delle domande e direttore di Psychiatry on line, che curerà pure la regia delle serate e del senso che esse assumeranno.
Ogni incontro sarà trasmesso in diretta su http://www.youtube.com/PsychiatryonlineITA1 e sarà visibile in differita sullo stesso canale e sui canali YouTube di Moretti&Vitali e della Fondazione Emilia Bosis.
Gli incontri, gratuiti, si terranno il giovedì alle ore 21; in autunno sono cinque e cioè:

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1. Carla Stroppa e Alessandro de Filippi, presentazione del ciclo  29 settembre.

2. Alessandro de Filippi e Gian Piero Quaglino, Alice nel paese dell’…anima  20 ottobre.

3.  Andrea Calvi, Moby Dick  10 novembre.
4.  Claudio Widmann, Pinocchio  30 novembre.

5.  Susanna Mati, Così parlò Zarathustra  14 dicembre.

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In libreria il 7 ottobre  IL NUOVO LIBRO DI

Carla Stroppa

L’amore impossibile
e le donne

Slanci, cadute e trasformazioni del desiderio

Tra l’incanto e la meraviglia dell’infanzia e la naturale spinta individuativa che interrompe la pienezza originaria e costringe a una ricerca esistenziale nella quale si incontrano la delusione, il limite, la perdita e la difficoltà di rapportarsi all’altro da sé, “si dipana l’umano destino”. Tra lo slancio dell’anima che anela all’assoluto d’amore e il bisogno di contenimento e di orientamento dell’Io, si inaugura il viaggio nel labirinto della psiche. La meta di questo viaggio è la trasformazione dello sguardo che l’essere umano posa su se stesso e sulle relazioni. Il sogno d’amore romantico di cui parlano certi miti, la grande letteratura e in generale l’arte, costringe per contrasto alla messa a fuoco del piano di realtà delle relazioni tra gli amanti, ma nello stesso tempo è il lievito di quella trasformazione spirituale della coscienza che Jung ha paragonato all’alchemica Coniunctio oppositorum. È il paradosso della vita: l’impossibile diviene l’unica via percorribile per chi non vuole rinunciare alla pienezza del Sé in cui il maschile e il femminile intrapsichici si riconnettono.
Parlare d’amore oggi, in questa epoca di disincanto confuso con l’idea di emancipazione, è un rischio, una provocazione, un discorso intrinsecamente eversivo e sempre a rischio di fraintendimento. L’autrice ne è perfettamente consapevole, ma l’esperienza analitica con molte donne che sembrano lontane dal sogno romantico rivela che l’inconscio ne è ancora impregnato, e questo sogno non riconosciuto determina sia i nodi patologici sia il potenziale creativo. L’autrice si espone in prima persona, convinta che sia un dovere di trasparenza intellettuale dichiarare il proprio riferimento culturale senza presumere l’oggettività di un argomento tanto complesso e sfuggente.
Percorrendo il sentiero tracciato dai grandi maestri della psicoanalisi, l’autrice evoca con movimenti spiraliformi esperienze personali e frammenti di storie cliniche, corteggiando con volute leggere poeti e letterati la cui sensibilità ha saputo dare voce alle pene d’amore delle quali è intrisa la vita. E così, pagina dopo pagina, scopriamo che dietro agli amori impossibili rivive il sogno romantico di perfetta fusione con l’amante, il desiderio di una passione perfettamente corrisposta, l’idealizzazione dell’altro da sé che non viene percepito nella sua alterità, il bisogno di appagare un vuoto derivante dal fallimento del primo grande amore sperimentato dal bambino con i genitori.
Con la conoscenza derivante dalla sua lunga esperienza professionale e dalla sua sensibilità, l’autrice ci mostra come la discesa negli inferi della propria ombra personale e delle proprie ferite, nonché dei propri ineludibili sogni, sia una preziosa occasione di rinascita che amplia la visione e il sentimento della vita e alfine può persino consentire di riveder le stelle.

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In libreriaRiccardo Bernardini

Simboli di rinascita nella Basilica di San Miniato al Monte di Firenze
Da Gioacchino da Fiore a C.G. Jung

Riccardo Bernardini, recente vincitore del prestigioso EU HEALTH AWARD della Commissione europea, a cui vanno le felicitazioni e i complimenti della Casa Editrice, è l’autore di questo interessantissimo studio dedicato alla chiesa di San Miniato al Monte di Firenze. Il volume è corredato da una sezione iconografica e fotografica. Con la prefazione dell’Abate di San Miniato Bernardo Francesco Gianni.

Tra i capolavori dell’architettura romanica, la millenaria Basilica di San Miniato al Monte di Firenze testimonia una rara ricezione cristiana della preesistente tradizione astrologica. Questo libro propone una lettura psicologica dell’iconografia della Basilica, con particolare attenzione a cinque temi: lo Zodiaco solstiziale nella navata centrale, una vera e propria “macchina filosofica” legata a ritmi quotidiani, annuali ed epocali; la Porta Santa rivolta a Oriente, che richiama quella rinascita interiore a cui tutta la chiesa sembra tendere; il Teriomorfo dell’ambone e gli animali allegorici, ciascuno dei quali è portatore di uno specifico messaggio ermetico; il glifo dei Pesci, icona di resurrezione cristica e vittoria sulla morte; e l’iscrizione segreta pavimentale, che da oltre mille anni accoglie fedeli e visitatori a San Miniato al Monte. Questo complesso simbolismo sembra raccontarci delle angosce millenaristiche dell’uomo medievale per la venuta dell’Anticristo, alla fine di un’epoca del mondo: astronomicamente, la “commissura” o momento di passaggio dell’Equinozio di Primavera dal primo al secondo pesce nella costellazione dei Pesci, lungo il movimento di precessione degli equinozi; ma anche delle sue speranze escatologiche per l’inizio di un nuovo tempo cosmico, colmo di grazia e serenità, profetizzato da Gioacchino da Fiore (l’Età dello Spirito Santo) e, con riferimento all’attesa Era dell’Acquario, intuito da Carl Gustav Jung (“La via di quel che ha da venire”).

 

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In libreria  Ugo Fama

Dall’anima alla funzione trascendente
Appunti per un’epistemologia junghiana

Lo scopo di questo libro è quello di mettere in luce con diverse argomentazioni gli aspetti principali della epistemologia junghiana, poco frequentata e conosciuta da studiosi e addetti ai lavori. Questa si basa fondamentalmente su un uso importante della contaminazione delle idee. In particolare quelle idee che si possono attingere dall’opera di antichi pensatori. Ugo Fama ne cita alcuni: il pensiero gnostico, l’alchimia, il pensiero neoplatonico, il pensiero filosofico del Rinascimento e così via fino a quelle di autori più recenti quali Wolfgang Pauli, premio Nobel per la fisica, il cui incontro con Jung aprì nuove prospettive di ricerche sui fenomeni sincronici. La modernità di questo modo di procedere si può cogliere in eminenti filosofi della scienza, quali Thomas Kuhn e Paul Feyerabend.  I loro libri – pubblicati nel secondo ’900 – La struttura delle rivoluzioni scientifiche Contro il metodo danno grande rilievo all’importanza del ricorso alle idee e teorie del passato, in quanto possibilità di superare i paradigmi stretti proposti proprio dai filosofi della scienza contemporanei, loro colleghi.

Ciò conduce a un modo di procedere che si nutre di frequenti stimoli e intuizioni, come dire il passato fertilizza il presente e offre alla ricerca di studiosi e clinici nuove possibilità creative. Questo è quanto il libro vuole sostenere riguardo al pensiero di Jung.

 

 

Collana Il Tridente saggi

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pagine : 208
dimensioni : 14,5×21 cm

prezzo : € 24
ISBN : 9788871868615
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